La paura del cambiamento

Perché la paura è una bella cosa e come usarla

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La paura del cambiamento è qualcosa di estremamente bloccante.

A parte se parliamo di “evacquazione”. Da quel punto di vista è più liberatoria di un chilo di verdura cotta, broccoli e prugne.

Nel momento in cui prendi la decisione di cambiare qualcosa di importante nella tua vita, la tua mente non ti da molto credito.

“Ah vuoi cambiare lavoro, lasciare un lavoro sicuro e stabile con un buon stipendio per affrontare tre anni in un campo totalmente diverso? Tre anni di sacrifici sia economici che mentali? Tre anni di fame in cui non si sa poi come andrà a finire?

Fantastico!”

cit. la tua mente quando prendi la decisione di cambiare

Se sei davvero determinato, però, arrivano i momenti in cui devi agire davvero per attuare il cambiamento. Come dire una bugia al capo per poter avere giorni liberi che in realtà devi usare per fare una settimana di prova nel nuovo posto di lavoro, o fingere un mal di denti per andare al colloquio definitivo in cui si deciderà se sarai preso o meno.

Ecco, in quei momenti la tua mente non scherza più e capisce che stai facendo sul serio. E allora, una volta compreso che il rischio di uscire dalla sua zona di comfort è reale, mette in atto tutta una serie di sabotaggi e di reazioni fisiche/mentali studiate con il solo scopo di bloccarti, di farti rimanere fermo e di desistere nel fare quel passo in più che potrebbe cambiare tutto.

Una paura ancestrale

I sintomi della paura del cambiamento sono i più diversi: si parte dal classico mal di pancia costante per tutta la giornata e visite multiple alla toilette dell’ufficio, fino ad arrivare ad ansia generalizzata, cefalea, profondi sospiri ripetuti più volte al giorno e paranoie mentali tipo “chi te lo fa fare”, “vai a complicarti la vita quando tutto sommato qui stai bene”, “andrà tutto male”.

Nonostante tutto il disagio, però, trovo questi meccanismi affascinanti. Sono istinti primitivi che ci portiamo dentro da migliaia di anni e che per migliaia di anni ci hanno salvato la pelle e mantenuto in vita.
Una volta trovato un luogo sicuro nella foresta dove c’era sufficiente scorta di cibo, sufficiente protezione dagli agenti atmosferici e dai predatori, la mente umana faceva in modo di bloccarci in quel luogo. Meglio stare qui dove la sopravvivenza è assicurata piuttosto che avventurarsi nella foresta andando incontro alla probabilità di morire di fame/di freddo/mangiato da un predatore. Chi lo sa cosa c’è la fuori? Meglio non saperlo e rimanere al sicuro!

Mi piace sentire ancora queste sensazioni nello stomaco, mi fanno sentire vivo, animale, primitivo.
Mi ricorda, di colpo, che in realtà siamo animali addomesticati alla civiltà.

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Ci sono poi momenti in cui la paura prende quasi il sopravvento.
Il fiato diventa più corto (si perchè un attimo prima di affrontare la tua paura la mente si gioca il tutto per tutto pur di fermarti), la salivazione si azzera e il cuore lo senti in gola, oltre che lo stomaco ammaccato come se ti avessero riempito di pugni dalla mattina.
Ecco, in quei momenti ti devi sentire davvero come un tuo antenato. Di fronte ad una foresta che gli fa paura ma che deve affrontare.

Sembra banale retorica, ma è vero che quando affronti una tua paura e poi la sconfiggi ti senti più forte. Ho sempre pensato che fossero stupidate motivazionali per smuovere la gente inetta, ma non è così.

Funziona davvero, e serve davvero. Come serviva migliaia di anni fa.

Cosa fare per liberarti della paura?

Beh ma è semplicissimo. Non puoi.

Anzi, goditela. Non farti bloccare, sii più forte della paura stessa e sfruttala a tuo vantaggio.
Concentrati sulla stretta allo stomaco che senti e trasformala in energia da usare per affrontare l’oggetto della tua paura.
Senti come, nei momenti in cui la tua paura è massima, i tuoi istinti si risvegliano. I tuoi sensi sono più acuti e la tua concentrazione è al massimo, pronto per affrontare i pericoli.
Diventa consapevole di questa condizione e usala a tuo vantaggio per dare il meglio di te e superare il mostro che devi affrontare.

Spegni il cervello e smetti di pensare. Lanciati.

Questo è quello che è servito a me. Ciò che mi ha dato l’energia per affrontare un colloquio di lavoro in una lingua straniera e complicata per un’azienda di livello in un campo completamente diverso e nuovo per me. Il che era anche uno dei miei timori più grandi.

La risposta dall’azienda ancora non la so, ma comunque vada vivrò le future difficoltà con una consapevolezza in più: posso affrontare una paura e superarla.

E se ci sono riuscito io…

AGGIORNAMENTO:

Mi hanno preso!

I am nothing but an observer. Forever grateful to be born in the digital age. Italian based in Germany.

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